Lesioni da decubito

Le lesioni da decubito, più precisamente definite “lesioni da pressione”, sono causate principalmente dall’immobilità che porta a una riduzione della quantità di sangue e dei nutrimenti nelle aree sottoposte a pressione.

Spesso questo avviene dove i tessuti vengono schiacciati tra una prominenza ossea e un piano rigido. Maggiore è il tempo di permanenza su queste aree e maggiore sarà il danno ai tessuti, che possono anche morire, creando così una lesione cutanea chiamata ulcera o piaga da decubito, la cui gravità è compresa tra un livello minimo, caratterizzato da un leggero arrossamento cutaneo e un livello massimo, caratterizzato da crateri profondi che possono raggiungere il muscolo e l’osso.

 

Dove si formano?

Alcune parti del corpo sono più soggette al rischio di formazione di lesioni da decubito di altre, a seconda che si stia in posizione sdraiata o seduta.

Se la persona giace a lungo sdraiata nel letto le zone dove più frequentemente si sviluppano le lesioni sono il sacro, i talloni e il fianco.

Se la persona resta frequentemente in poltrona o su carrozzina, invece la zona maggiormente a rischio è certamente la zona ischiatica (i glutei).

I fattori e la valutazione di rischio di lesioni

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Fattori e valutazione di rischio

  • Essere confinati a letto o su una sedia
  • Incapacità di movimento spontaneo/incapacità di riposizionamento autonomo
  • Lesione da pressione presente o pregressa
  • Incontinenza per feci ed urine
  • Malnutrizione
  • Deterioramento cognitivo
  • Patologie cutanee croniche congenite o acquisite
  • Esito di intervento chirurgico
  • Significativa perdita di sensibilità

I fattori elencati dipendono principalmente dalle condizioni di salute della persona e possono essere anche non modificabili.

Viceversa, un ruolo importante nella prevenzione delle lesioni da pressione risiede nell’evitare e gestire i fattori di rischio estrinseci modificabili.

La valutazione del rischio di lesioni da pressione è la base dalla quale partite per la gestione di persone allettate.

Una modalità per effettuare tale valutazione è l’utilizzo di scale di valutazione del rischio validate a livello internazionale.

Una delle più conosciute e utilizzate è sicuramente la Scala di Norton che si basa sulla valutazione di 5 fattori:

  1. Condizioni fisiche
  2. Stato mentale
  3. Attività e Deambulazione
  4. Mobilità
  5. Incontinenza

Punteggi valutazione di rischio

Le classi di gravità

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Per facilitare la valutazione, proponiamo una divisione della gravità del rischio in 4 classi:

1. Nessun rischio

La persona si lava, mangia da sola, prende le medicine. Si alza e cammina, anche se con l’aiuto di un bastone. È lucida, risponde in modo logico e rapido alle domande. Non è incontinente anche se magari ha un catetere.

2. Basso rischio (20-15)

Il malato ha bisogno di aiuto per alcune azioni. È lucido ma occorre ripetergli le domande. Si alza e cammina da solo per un po’, ma poi va sorretto. Occasionalmente è incontinente per le urine.

3. Medio rischio (14-12)

Il malato ha bisogno di aiuto per parecchie azioni. Non è sempre lucido. È costretto su sedia a rotelle, e si alza solo se aiutato. È incontinente per le urine più di due volte al giorno ma non sempre, e due o tre volte per le feci ma non sempre.

4. Alto rischio (11-0)

Il malato è totalmente dipendente dagli altri per tutte le azioni. È disorientato e confuso. È costretto a letto per tutte le 24 ore. Richiede assistenza per qualunque movimento. È incontinente.

La formazione di base del paziente e del caregiver

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La prevenzione delle lesioni da pressione non può prescindere da una formazione adeguata sia del paziente stesso (qualora fosse parzialmente autonomo) che dei suoi caregiver.

Conoscere le tecniche corrette per l’igiene della cute, il riposizionamento e l’uso di ausili può fare la differenza nel quotidiano di chi è allettato o ha una mobilità limitata.

La formazione dovrebbe includere anche l’osservazione attiva: imparare a “leggere” i segni della pelle permette di attivare interventi tempestivi prima che il danno diventi grave.

Ǫuali sono i punti a cui prestare particolare attenzione durante la valutazione della cute?

  • Le prominenze ossee
  • I punti di appoggio relativi alla posizione (occipite, sacro, talloni, gomiti, ginocchia, scapole, ischio, ecc.)
  • Le aree di pressione o di contatto con dispositivi clinici (tubi, cateteri, maschere, ecc.)
  • Le zone esposte a umidità, sudore, urina o feci
  • Le aree che presentano variazioni di temperatura, edema, indurimento, ipercheratosi, dolore o altri tipi di segnali di pericolo

La valutazione deve tenere conto di qualsiasi dolore o disagio riportato dall’anziano e la cute deve essere controllata per:

  • Integrità (segni di pressione, taglio)
  • Variazioni di colore e/o discromia (arrossamento)
  • Variazioni di temperatura, consistenza e macerazione/umidità (es. a causa di incontinenza, edema, pelle secca o infiammata)

La pelle in generale e soprattutto le zone sottoposte a pressione, dovrebbero essere ispezionate almeno una volta al giorno, facendo particolare attenzione agli arrossamenti o cambiamenti di colore che persistono dopo il cambio di posizione. Puoi fare questa osservazione da solo/a o chiedere a chi ti assiste. Uno specchio può essere d’aiuto per controllare particolari zone di difficile osservazione.

Il lavaggio è necessario per una buona pulizia e conforto, usando saponi neutri e acqua non troppo calda.

È consigliabile applicare creme emollienti per evitare che la cute si disidrati.

Un altro aiuto può derivare dall’utilizzo di biancheria adeguata: preferire indumenti in cotone può ridurre il rischio di irritazioni cutanee.

Evita di massaggiare e/o di frizionare le zone a rischio, così come di usare alcool o preparati che lo contengono o l’uso eccessivo di saponi durante l’igiene, in quanto si corre il pericolo di danneggiare i tessuti aumentando il rischio di formazione di lesioni da decubito.

Indicazioni utili per il riposizionamento

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Se si è a rischio di lesioni da pressione è necessario cambiare posizione frequentemente, almeno ogni 4 ore, meglio ogni 2 ore qualora si sia costretti a letto.

Laddove la persona fosse in grado di riposizionarsi da sola, dovrebbe essere incoraggiata a farlo, poiché ciò sarebbe probabilmente più accettabile e richiederebbe minori risorse.

Considerando che la migliore prevenzione si ottiene con il movimento e quindi il costante variare della posizione, è importante seguire un programma di riabilitazione finalizzato al raggiungimento della maggiore indipendenza possibile che può consistere anche solo nel sapersi muovere autonomamente e correttamente nel letto e in modo corretto.

Tuttavia, nelle situazioni in cui l’anziano non fosse in grado di farlo autonomamente, devono essere i caregiver a cambiarlo di posizione.

La testata del letto dovrebbe essere leggermente rialzata, poiché una posizione troppo alta (superiore ai 30°) può provocare slittamento con conseguente danno della pelle e della microcircolazione.

Ǫuando si è posizionati sul fianco bisogna evitare la pressione diretta sulle anche, il che può essere per esempio ottenuto posizionando un cuscino dietro la schiena. Inoltre, quando si utilizza la posizione di fianco i cuscini dovrebbero essere interposti tra gli arti inferiori, per evitare il contatto delle ginocchia e caviglie

Se si è completamente immobili, in posizione supina, i cuscini devono essere posizionati tra le gambe, dal polpaccio alla caviglia, per mantenere i talloni sollevati. Mai mettere, invece, cuscini sotto le ginocchia.

Se si è in carrozzina o su sedia la posizione deve essere variata ogni ora. È consigliato sollevarsi ogni 15 minuti per ridurre la pressione sulle zone a rischio e ripristinare la circolazione.

Molto utili sono i cuscini al silicone o ad aria, valutando sempre qual è il migliore per il proprio caso.

Anche in questo caso sono da evitare i cuscini a ciambella per non ridurre ulteriormente l’irrorazione sanguigna sui punti di appoggio. Non basta essere sulla sedia, ma occorre anche essere ben posizionati rispettando l’allineamento del corpo. Può essere utile l’impiego, anche a domicilio, di una scheda su cui registrare i tempi di permanenza e le posizioni assunte nell’arco della giornata; è utile strumento per verificare quali zone sono sottoposte periodicamente a pressione per evitarne eccessive e ripetute rotazioni.

Nei pazienti adulti a rischio di sviluppare una lesione da pressione al tallone, è necessario trovare una strategia di scarico mediante elevazione del tallone come parte integrante del piano di cura individualizzato.

Dispositivi e ausili di prevenzione

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Tra le risorse da attivare nell’ambito della prevenzione è fondamentale la fornitura degli ausili (materassi e cuscini antidecubito, ausili per la movimentazione e dispositivi per l’incontinenza) erogati all’interno dei Livelli essenziali di assistenza (LEA).

Materassi antidecubito

Obiettivi di una superficie antidecubito sono ridurre le pressioni del corpo sul piano di appoggio e far mantenere al paziente una corretta postura.

Se sei a rischio di sviluppare lesioni da pressione, dovresti ricevere la fornitura di un materasso antidecubito.

Cuscini per sedie a rotelle

Se utilizzi la sedia a rotelle, probabilmente sei a rischio di sviluppare lesioni da

pressione. È pertanto raccomandata la fornitura di cuscini in schiuma ad alta specificità. Sono state studiate anche le esigenze delle persone che potrebbero rimanere sedute per periodi prolungati senza necessità di sedia a rotelle. Sebbene siano state identificate evidenze limitate, è stata ritenuta probabile la necessità di ridistribuzione della pressione analogamente agli adulti che usano una sedia a rotelle.

IMPORTANTE: medicazioni e ausili possono essere dispensati dai vari servizi sanitari competenti territorialmente con contributi a carico del SSN solo a chi, previa richiesta specifica, sia in possesso della dichiarazione di invalidità o sia comunque autorizzato per effettiva necessità.

Rivolgiti al medico curante o all’ASL competente per richiedere il prodotto più idoneo al tuo caso.

Supplementi nutrizionali e idratazione

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La somministrazione di supplementi nutrizionali per prevenire le lesioni da pressione non è raccomandata, se il tuo apporto nutrizionale è adeguato.

Allo stesso modo non è raccomandata la somministrazione di liquidi per via sottocutanea o endovenosa, se il tuo stato di idratazione adeguato.

Tuttavia, è probabile che gli over 65 a rischio di sviluppare lesioni da pressione siano anche a rischio di avere uno stato nutrizionale e di idratazione inadeguato: in questi casi è importante che qualsiasi carenza nutrizionale e di idratazione venga corretta.

L’assunzione di una dieta bilanciata e una idratazione sufficiente (spesso carente nelle persone anziane) può prevenire la formazione di nuove lesioni e/o aiutare il processo di guarigione, se già presenti.

Per mantenere la cute elastica e protetta è infatti importante una buona alimentazione ricca di proteine, vitamine e di un sufficiente apporto calorico. Ǫualora non vi siano motivi di esclusione, valutati dal medico specialista, i pasti arricchiti di proteine sono quelli che hanno dimostrato il maggior beneficio clinico nel ridurre l’incidenza di lesioni da pressione nelle persone anziane malnutrite.

3 rimedi in caso di incontinenza

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Se non è possibile controllare completamente l’incontinenza, puoi attuare alcune strategie di prevenzione dello sviluppo di ulcere:

  1. Pulisci la cute frequentemente (evitando di massaggiare le zone a rischio e di usare alcool o preparati che lo contengono, perché potresti danneggiare i tessuti aumentando il rischio di formazione di lesioni da decubito).
  2. Dopo la pulizia, usa una crema protettiva, una pomata barriera o uno spray al silicone per una corretta protezione della cute, su consiglio del tuo medico.
  3. Usa pannoloni e/o mutande assorbenti per tenere lontano l’umidità dalla cute.

 

Per approfondire